Ricordo che alla primaria, credo in terza, la mia maestra di Italiano ci chiese di compilare la scheda sul libro che avevamo letto durante le vacanze. Ovviamente ognuno di noi aveva scelto un libro diverso e doveva citare il titolo, l’autore e scrivere un breve riassunto. Avevamo mezz’ora o un’ora di tempo, non ho ricordi molto nitidi, ma ho impresso di come fossi in ansia e iniziavo a guardare sul foglio del mio compagno accanto. Stupido, vero? Anche perché i nostri libri erano diversi. Non riesco ancora a capire del perché in quel momento non ho pensato di alzare la mano e dire che non riuscivo a scrivere niente, ho solo aspettato che finisse il tempo e alla fine mi sono trovata una X grande su tutta la pagina.
Alle scuole medie è stato un casino.
Ho iniziato l’anno subendo episodi di bullismo. Ho passato
giorni in cui non avevo nessuna voglia di andare a scuola, mi sentivo brutta,
stupida e volevo solo sparire. All’inizio non dissi niente ai miei genitori, mi vedevano tornare spesso a casa piangendo. Dopo un mese in
cui mi nascondevano zaino, diario, mi minacciavano di picchiarmi, mi prendevano in giro per come mi vestivo o mi comportavo, un giorno come gli altri, andai a scuola come al mio solito, armata
di pazienza e pronta a cercare di difendermi, e vidi tutti i miei compagni
avvicinarsi a me chiedendomi scusa per come si fossero comportati,
dicendomi che non ero io quella sbagliata.
Se penso alla mia vita in quegli anni, faceva veramente schifo. Ovviamente era il periodo adolescenziale, credo che tutti non abbiamo dei ricordi positivi dell'adolescenza.
(Faccio una premessa: ovviamente i miei genitori mi hanno sempre sostenuto e non hanno "alimentato" questo mio "malessere". Anzi, credo che siano molto fieri di me.)
Ricordo perfettamente la mia sensazione di quando dovevo preparare una progettazione da presentare all'esame, eppure, nonostante ci mettessi completamente me stessa, mi sono sentita dire che non era mai abbastanza. Come pretendete che cresciamo? Come pretendete che insegniamo?
Durante il liceo mi sono sentita dire da professori che non sarei mai riuscita a fare l'università e non mi sarei mai laureata, eppure eccomi qui a fare l’insegnante alla primaria di Minerbio. Capite perché sono diventata insegnante? Per dimostrare che io ce l'ho fatta.
Dico sempre che grazie all’università ho ritrovato me stessa. Sono finalmente la persona che ho sempre desiderato di poter diventare.
Mi sento sempre come se non riuscissi a dare e mostrare veramente me stessa.
































